Tram #7 to heaven |
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( martedì, 05 febbraio 2008; 15:39 )
Sono tornata da poco dal carnevale di Venezia, da quella Venezia che come al solito un po' mi devasta e mi tranquillizza e mi piace poi così tanto. Perchè nonostante la pioggia e il freddo pungente ho camminato tanto e mi sembra d'averla vissuta, perchè nonostante fosse piena di turisti su turisti conserva ancora la sua bellezza così pura e antica.. con i suoi tetti ed i suoi pavimenti ondulati, con i suoi ponti, le sue maschere, il vin brulè e lo spriz che tanto mi piacciono, gli amici che ho e che con immenso piacere ho rincontrato. Venezia mi mette sempre alla prova, con la sua architettura e il suo clima così regale e pungente, come una grande città in una piccola sfera di cristallo che non puoi rovinare e che devi trattare con delicatezza, affinchè quell'atmosfera non si rompa.. con i tremila ricordi incastonati tra quei ponti e quelle acque che non vuoi rovinare ma che pretendi restino lì e che non ti seguino fino a roma. Perchè c'è stato quell'attimo di buio totale in cui si è sfiorata l'esistenza di un bacio voluto da un sadico regista celeste mi disse qualcuno. Perchè c'è stato il caffè più imbarazzante della mia vita. Perchè c'è stata quella camera così piena di scritte che mi ha fatto ridere ridere ridere, ricordare quanto si possono vivere spensierati e felici con un niente determinati anni. Perchè per la prima volta mi è sembrato veramente di abbandonare un ramo della mia vita e con sè determinate persone, con quella nostalgia intrinseca all'animo umano. Perchè portare una maschera a volte mi fa sentire così serena, come se potessi illudermi che la gente non vedendo le mie guance non potesse vedermi. Quella tanta pioggia che ho preso è come se mi avesse un po' lavato e quel vento levigato per poter tornare a roma con le idee più chiare, con in testa la ferma idea di dovermi concedere più respiri per poter essere tranquilla e vivere serenamente e chiaramente tutto. C'è chi pensa, e chi pensava come me che chiudere gli occhi sul presente potesse togliere quella nebbia e quella confusione.. ma forse è inutile guardare al futuro senza vivere il presente. discorsoni i miei, come al solito.. o soliti pensieri che non metterò mai in atto e che magari tra un mese rinnegherò fino alla morte. Ma ero così trasportata dai miei pensieri.. Come i miei sogni, senza mai un filo logico. trovarsi a suonare mozart dopo la morte di un parente e dopo due minuti sognare di nuotare col professore di biologia nell'oceano, campeggiare nel bel mezzo dell'autostrada per poi sognare di essere nella mensa della mia vecchia scuola materna.. Ma ora sto bene, sono tranquilla e serena, c'è il sole, c'è Dente che mi aspetta, ci sono i Virginiana Miller e i Perturbazione ad attendermi, ci sarà M. che gentilmente mi accompagnerà nell'ascolto di quest'ultimi, ci sarà una settimana all'insegna del twister con alcune mie compagne rivelatesi apprezzabili, una settimana all'insegna del recupero dello studio, con i miei in Egitto e la scuola chiusa per "riposo". Poi si chiuderà febbraio.. e inizierà l'attesa per Berlino. io sono colei che mi si crede.. così è (se vi pare).
amira505; ; commenti (5)? ![]() |
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