Tram #7 to heaven |
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( domenica, 28 gennaio 2007; 17:15 )
Questa mattina sono andata insieme a mia sorella all'auditorium a sentire, sotto consiglio di grigietta, il concerto di Beethoven eseguito da Leonidas Kavakos ed il suo bel stradivari del diciassettesimo secolo. Già nel post precedente ho detto cosa significa quel luogo per me; tra l'altro, ho deciso che se non farò la violinista da grande voglio fare la mascherina all'auditorium, beh mica male!! Comunque sia, l'esecuzione è stata eccezionale a mio avviso.. inutile ribadire come sia pulito, forte e nello stesso tempo delicato come il velluto il suono. non trovo le parole, credetemi, mai assistito a qualcosa del genere. E' pur vero che di concerti non è che ne abbia visti moltissimi, ma questo mi ha toccato veramente nel profondo.. al punto che in alcune parti del concerto avevo gli occhi lucidi. quel suono riempiva la sala, fermava il tempo e ti rapiva, non potevi fare a meno di ascoltarlo. a volte mi sentivo soffocare, come se la punta dell'archetto ad ogni arcata mi pungesse il cuore.. nonostante fosse stato a volte straziante, non volevo scappare da quel dolce e armonioso dolore. amira505; ; commenti (2)? ![]() ( sabato, 20 gennaio 2007; 22:27 )
Senza la musica, la vita sarebbe soltato
una sequela di tasse da pagare [Frank Zappa] Io esco dall'auditorium con gli occhi che mi brillano e il cuore sazio. Il sabato pomeriggio è passato tra un'arcata e l'altra della mia violinista preferita ed i dolci accordi di quel sensazionale pianista che ha suonato, a mio parere, divinamente il secondo concerto di Rachmaninov. Sarà che Rachmaninov a me piaccia a prescindere, sarà che quando vedo quell'isola nera posizionata sul palco l'aria si riempie di suono e di sentimento, sarà che io pagherei oro per stare dentro la sala Santa Cecilia anche solo per esser l'addetta alla pulizia. entro lì dentro ed il tempo si ferma, il mondo smette di girare e la musica inizia a vorticare nell'aria. E' stata una settimana un po' difficile per me dal punto di vista musicale, perchè arriva quel momento in cui non ti basta più saper leggere una sonata.. vuoi di più, pretendi interpretazione e dinamiche perfette. Sai bene ciò che vorresti ottenere, quale effetto.. dove voler mettere quel vibrato, quel crescendo, ma non sai da dove prendere tutto ciò, da dove iniziare a mettere le mani. Pretendi tutto subito, qualcosa che con due ore di studio si applichi, perchè dici "oh cappero ma a me questo suono vuoto fa veramente schifo.." e così pensi che soltanto con l'intenzione si ottenga tutto. Dopo qualche giorno sei ancora lì su quella battuta, dopo mezzora sei su quel maledetto studio del kreutzer e vedi che le tue dita si muovo nervosamente su quei trilli, allora inizi a pensare che il cammino è lungo, troppo lungo forse.. e che nonostante siano dodici anni che hai in mano quello strumento ancora non sei soddisfatto e puoi ritenerti ad un certo livello, ancora non hai la piena sicurezza su quel violino che si posa sempre sulle tue spalle.. quello strumento che nella custodia sembra così innocuo, così docile.. lo prendi in mano e a volte ti vien voglia di spaccarlo per terra. Eppure lui ti guarda sempre con quello sguardo che dice "ma.. io non ho fatto proprio nulla, è solo colpa tua se non ci riesci". Allora vai dal tuo maestro che da dodici anni ti avrà detto si e no sette volte "brava" e gli chiedi certezze, sicurezze.. e la sua risposta è "che altre sicurezze vuoi? sei insoddisfatta del tuo suono.. mi sembra un bel traguardo, evidentemente inizi a comprendere che leggere due note non significa suonare, dai.. fammi le scale e poi il numero ventitrè e trentaquattro del kreutzer". Di una cosa son sicura, non lascierò questo strumento finchè non sia pienamente soddisfatta: ovvero mai. Parlavo del concerto di oggi pomeriggio.. si, nel primo tempo Rachmaninov mi ha riempito il cuore, quelle mani che volavano da una parte all'altra del pianoforte, l'orchestra che lo seguiva e l'accompagnava nel cammino come fossero stati un'unica sola cosa. Respighi nel secondo tempo "pini di Roma" e "feste romane" mi è piaciuto, diciamo.. in realtà, Respighi dopo dieci minuti mi annoia. "pini di Roma" soprattutto non mi ha molto entusiasmato.. sarà che era l'ultima esecuzione del secondo tempo (ma non credo, è difficile che mi stanchi) ma l'ho trovato piatto soprattutto in alcune parti, il finale invece mi ha svegliato e rincuorato un poco. Mi serviva proprio questo concerto.. mi ha dato la grinta che mi mancava, mi ha rinnovato e affascinato, ancora non esco dal sogno, sono ammaliata. gran bel concerto. p.s. mi sono innamorata del primo violino. ![]() ( sabato, 13 gennaio 2007; 22:06 )
Il concerto dei Virginiana Miller, come immaginavo, è stato a dir poco fantastico. Io so che i loro concerti seguono dei momenti stupendi, la mia vita cambia sempre, come se avessi avuto un'illuminazione. Vedere loro sul palco è ogni volta un miscuglio di sensazioni.. e non puoi far a meno di abbandonarti completamente a loro, sentirti dentro il respiro del cantante e partecipe delle note del chitarrista, sentirti sospesa in quella pausa o aumentare la tua estasi in quel crescendo. Sono del tutto convinta che i loro testi nascondino delle vere e proprie perle di saggezza e non puoi far a meno di ridere perchè credi in quelle parole, come segno d'approvazione.. perchè a me i Virginiana mi riportano alla mentre troppi ricordi. sì, ormai sono diventati ricordi. Dei dolorosi ricordi che ora rivedo con un sorriso sulle labbra, perchè mi fanno capire che ho vissuto. ho amato. Non mi piace raccontare, è come se smontasse tutto ciò che ho provato. Ora ho solo voglia di comunicare a tutti, di donare a tutti tutto ciò che ho dentro, che ho ricevuto. ricarica ricarica ricaricami il cuore, vorrei parlarti d'altro ma ho finito le parole. e loro mi hanno ricaricato. Ma mi sento bloccata, vorrei far così tanto che non so da dove iniziare.. vorrei incanalare le mie energie in precise cose. ma sembra impossibile. allora mi sento soffocare. VENERE NETTUNO BELVEDERE (Virginiana Miller) E il vecchio non viene più col bastone a dividerci il mondo noi non diamo risposte su chi stia godendo di più: sono discorsi tra parentesi questi di una noia immortale. "Caccia ti prego questi randagi" "Scatta una foto a queste cabine". Vedo i tuoi fianchi e torno da te apri le gambe che adesso io ti prendo o quasi... si ci sono cani sulla spiaggia, libeccio padri che giocano con i loro bambini e tu fra le braccia col vento le nuvole giungono a noi poveri cristi portate da un dio che dalla coppa piove il piacere di dimenticare le cose di ieri quando tu, fra le braccia mie ci stavi e c’eri... Vedo i tuoi fianchi e torno da te apri le gambe che adesso io ti prendo o quasi... amira505; ; commenti (5)? ![]() ( martedì, 09 gennaio 2007; 15:34 )
La scuola è ricominciata e stranamente questa volta non ne sono dispiaciuta. Le giornate passavano lente senza nulla da fare, con soltanto il violino e la danza e si sa, io con le mani in mano proprio non sono capace di starci. Avere la mattina impegnata non mi dispiace più di tanto, avevo bisogno di uno schema preciso, di regole che mi facevano sfruttare al meglio le ore della giornata. Così mi ritrovo di nuovo sui banchi di scuola, con tanta voglia di fare (non a scuola..!) e di seguire quelle poche lezioni che rendono meno pesante e piacevole quel luogo così freddo e, per alcuni versi insopportabile. Mi sento proiettata in avanti, sono conscia di ciò che m'aspetta in questa prima metà dell'anno e non vedo l'ora di arrivare nel momento più hot, in cui l'impegno e la stanchezza si fanno sentire. sì, è strano che uno sogni questo e non la fine di tutto.. ma è proprio lì che ti senti partecipe della tua vita, delle tue attività, è lì che vedi i tuoi miglioramenti, il tuo impegno e la tua bravura. diciamo, è il momento delle soddisfazioni per me. Ora, al bando gli impegni e quant'altro.. è un momento particolare, penso di sapere cosa voglio, però poi c'è sempre l'incertezza del futuro (ma posso dire anche l'idea di un futuro stessa) che mi blocca e non fa altro che mettermi angoscia ed ansia. So che vi sembrano discorsi campati in aria che non hanno nè un inizio nè una fine, ma ce l'hanno eccome, solo che non so dove iniziare a raccontare dell'inizio. indi evito. Cerco un po' di stabilità.. e penso d'averla trovata, eppure c'è sempre quell'elemento di distrazione che fa si che tutto diventi un caos pieno di paure e quant'altro. L'altro giorno sono andata a roma a vedere la mostra di Warhol al Chiostro del Bramante: folgorante. Sinceramente, l'idea di svegliarmi presto la domenica mattina e partire alla volta di Roma (che gran fatica poi, treno e metro e autobus: questi sono i mezzi che ho dovuto prendere per arrivare alla mostra), soprattutto.. a me la pop art non è mai piaciuta. diciamo anche che mi son sempre fermata in superficie, non l'ho mai studiata bene. Invece mi ha colpito, ed anche molto. Sarà stato anche il clima che l'avvolgeva, una domenica mattina tranquilla e nuvolosa, con quella pioggerellina molto british.. camminare per i vicoli di roma con vicino la mia amica che sempre (o quasi) mi accompagna alle mostre è affascinante, rilassante. Ero in un altro mondo, quando vedo un'opera non penso a me, penso ai miei sentimenti, alle sensazioni che mi suscita, mi trovo in un'altra dimensione. Certe opere le ho trovate crude, dure, forse son proprio quelle che mi hanno suscitato maggior interesse. Non mi son molto piaciute le rivisitazioni delle opere classiche, quali la Mona Lisa, la Nascita della Venere, etc etc. si è proseguita la passeggiata "come di dovere" (direbbe la mia amica) con la visita ai negozi di via Condotti, purtroppo per lei e per fortuna per me Gucci era chiuso, indi sono dovuta entrare da Swarovski, Prada e Dolce e Gabbana. siamo tornate a casa con le buste del Chiostro del Bramante con dentro poster et similia più una insignificante bustina di Prada che è costata la bellezza di 275euro. per fortuna.. i soldi non erano miei. p.s. meno due al concerto dei Virginiana.. amira505; ; commenti (8)? ![]() |
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